Monthly Archives: agosto 2016

Nuova vita per le botti in legno grazie alla sabbiatura

La maggior parte degli uomini ama i motori e conosce molto bene il processo di sabbiatura che viene effettuato sulle auto, in particolare durante delicati lavori di restauro; tuttavia sono in molti a non sapere che questa tecnica trova numerose altre applicazioni oltre al settore dell’automotive. Una su tutte, per esempio, riguarda l’industria del legno.

Chi possiede una propria officina di lavorazione del legno sa quanto sia importante, tra i tanti macchinari a disposizione, averne anche uno dedicato alla sabbiatura. Certo si tratta di uno strumento molto costoso, ma per fortuna spesso è possibile trovare una sabbiatrice usata a prezzi molto vantaggiosi e ugualmente performante.

Ma perché è importante sabbiare il legno?

Durante dei lavori di ristrutturazione capita spesso di trovarsi di fronte a splendidi soffitti con travi a vista, che però il tempo ha consumato e rovinato. È in casi come questo che la sabbiatura si rivela efficace, in quanto riporta il legno al suo antico splendore, esaltandone ogni venatura e conferendogli un aspetto luminoso e naturale.

Senza aver effettuato questo procedimento sarà molto difficile ottenere dei buoni risultati nelle successive fasi di restauro, dalla verniciatura, alla pomiciatura (la chiusura dei pori del legno), fino alla lucidatura o alla brillantatura.

Foto da enjoyfoodwine.it

Anche l’industria vinicola ha riconosciuto di recente l’importanza della sabbiatura nella lavorazione del legno e ha deciso di utilizzare questo processo sulle botti. Queste vengono infatti trattate tramite una tecnica di sabbiatura con ghiaccio secco che permette di ripulire al meglio l’interno delle botti abbattendo fino al 100% della carica microbica presente.

Il procedimento inoltre non lascia alcun residuo, mantenendone intatte le caratteristiche organolettiche; anzi, oltre a lasciarle inalterate sembra che la sabbiatura ne conferisca di nuove, aumentando i sentori di vaniglia e boisè.

Possedere una sabbiatrice anche per un’azienda vinicola rappresenta dunque un’enorme vantaggio economico dal momento che può rigenerare con successo le botti già in suo possesso senza doverne comprare di nuove per ogni raccolto. Inoltre rappresenta anche un gesto di rispetto verso l’ambiente, visto il notevole risparmio di alberi tagliati.

Articolo realizzato in collaborazione con Turbotecnica

Olimpiadi, l’Italia trionfa anche grazie agli sport di tiro

Le olimpiadi sono finite ormai da qualche giorno, ma ancora facciamo fatica a dimenticare quelle che sono state le prestazioni dei nostri atleti a Rio de Janeiro, e che si spera riescano a replicare le loro imprese alle prossime olimpiadi, tra quattro anni.

Con 8 ori e 28 medaglie totali, abbiamo avuto le nostre soddisfazioni, ma una delle notizie che non si è notata più di tanto è che i nostri atleti sono stati particolarmente eccelsi negli sport di tiro a segno con i fucili. Sport particolari, che richiedono capacità atletiche ma soprattutto capacità di concentrazione, in cui non conta solo la forza.

In tutto questo, l’Italia si è portata a casa ben 4 medaglie d’oro delle otto totali conquistate nelle olimpiadi, a fianco delle quali si posizionano anche 3 medaglie d’argento. Non c’è male.

La prima medaglia d’oro è arrivata con la Carabina 10 metri, nella quale Niccolò Campriani, atleta membro delle Fiamme Gialle, non solo ha raggiunto la prima posizione ma è addirittura riuscito a segnare un record olimpico, 206 punti; un risultato che non dimenticheremo facilmente.

Sempre Campirani è poi riuscito a conquistare, solo sei giorni dopo la prima (il 14 Agosto) una seconda medaglia d’oro, stavolta nella Carabina 50 metri da tre posizioni (di cui peraltro aveva già vinto la medaglia d’oro alle olimpiadi di Londra nel 2012), vincendo sugli atleti russo e francese che sono arrivati rispettivamente in seconda e terza posizione.

Giovanni Pelleilo è invece riuscito a conquistare la medaglia d’argento nella Fossa (o Trap), che è una disciplina a cui il nostro paese è molto legato: è stato un italiano, Luciano Giovannetti, a vincere il maggior numero di medaglie di sempre in questa specialità olimpica. Nella doppia fossa, o doppio Trap è invece riuscito a vincere la medaglia d’argento l’italiano Marco Innocenti, che è un po’ un “figlio d’arte”: sia la sorella che la cugina hanno partecipato in passato alle olimpiadi rappresentando la nostra nazione.

Gabriele Rossetti è riuscito invece a vincere un’altra medaglia d’oro nello Skeet, altra disciplina degli sport da tiro caratterizzata dal fatto di dover tirare da una distanza minore rispetto alle altre specialità.

Ma non sono solo gli uomini ad aver portato soddisfazioni nel medagliere, perché Diana Bacosi e Chiara Cainero sono riuscite a vincere addirittura sia la medaglia d’oro che quella d’argento, rispettivamente, nello Skeet femminile.

Il tiro al volo ha quindi rappresentato, da solo, metà degli ori vinti dagli italiani alle olimpiadi.

Questo risultato deriva non solo dalla bravura degli atleti, ma anche dalla lunga tradizione che il nostro paese ha nell’ambito del tiro: una delle aziende italiane più importanti al mondo che produce armi per questo tipo di sport, Beretta, ha infatti “partecipato” alle olimpiadi con i suoi prodotti, che sono stati impugnati dalla maggior parte degli atleti Italiani che hanno conquistato l’oro, nonché da altri atleti, stranieri, che sono comunque riusciti a vincere delle medaglie olimpiche.

Questa azienda italiana, solo con la sua presenza, è riuscita a portare a casa ben 10 medaglie, tra cui 4 ori, 4 argenti e due bronzi: una dimostrazione eclatante di come la qualità italiana nei prodotti possa trionfare anche in un ambito particolare come quello delle olimpiadi.

Cerchi lavoro? I corsi Cisco per conoscere le reti informatiche possono fare al caso tuo!

Conosciamo tutti la situazione odierna relativamente al lavoro. Il lavoro, in generale, manca, specialmente per i giovani, perché molti dei settori “classici” tendono ad offrire sempre meno possibilità, e questo rappresenta un problema per tante persone.

Quello che molti non sanno, però, è che a fianco di settori in perdita costante ce ne sono alcuni che stanno crescendo sempre di più, e tra questi uno dei più importanti è il settore delle telecomunicazioni. Tutti ci rendiamo conto di come internet abbia cambiato, letteralmente, la nostra vita, ma ciò a cui non si pensa è che internet non è qualcosa di magico, che sta nell’aria e permette lo scambio di dati. I tantissimi dati che girano ogni giorno transitano su delle reti informatiche, che come ogni altra rete hanno bisogno di tecnici che le gestiscono, di manodopera, di manutenzione ma anche della stessa installazione.

L’azienda che, nel mondo, è leader nella gestione delle reti informatiche è Cisco, azienda americana che ha realizzato in questi ultimi anni una delle più rapide ascese in tutto il mondo, dal punto di vista economico. Non ha praticamente concorrenti, in qualche modo “detta le regole” in questo settore e gli operatori di telefonia fissa e mobile spesso e volentieri sono dei partner di questa società.

Società che, anche in Toscana, ha bisogno di giovani e meno giovani appassionati di informatica per lo sviluppo di nuove reti e la gestione delle attuali, per diventare tecnici che conoscano le reti informatiche e siano specializzati in questo settore.

Per essere sicuri che i dipendenti e i collaboratori siano competenti in fatto di reti, Cisco ha stabilito un programma di certificazione, ovvero dei corsi in cui vengono forniti agli studenti competenze nell’ambito delle telecomunicazioni e delle reti informatiche. Questi corsi vengono tenuti da scuole private, ma gli esami vengono comunque effettuati da un ingegnere Cisco, e sono quindi un valido lasciapassare per un lavoro sia come dipendenti Cisco, sia come dipendente di un’azienda partner o che sfrutta i suoi sistemi, in continua espansione anche nell’area metropolitana di Firenze.

Questi corsi sono suddivisi in varie tipologie.

Corsi Cisco Firenze: i corsi Cisco hanno varie difficoltà e varie specializzazioni. Con “Corsi Cisco” si intendono tutti i corsi organizzati, così che uno studente possa partire dai corsi di livello più basso e riesca in questo modo a salire acquisendo sempre più competenze e arrivando ad avere conoscenze specialistiche del settore.

Corsi CCNA Firenze: sono i corsi di primo livello, il livello base, per cui gli unici che chi non si è mai avvicinato a questo ambito può frequentare. Sono corsi in cui si imparano le basi relativamente alle reti informatiche, e naturalmente le competenze per la gestione, soprattutto software, delle reti. Uno studente che supera questi corsi ha la possibilità di essere assunto in un’azienda che si occupa di installazione e gestione di reti Cisco, e la qualifica è sempre richiesta (perché certifica che si hanno almeno le conoscenze di base); naturalmente, un corso CCNA da accesso anche ai corsi Cisco di livello superiore, di cui abbiamo parlato prima, e rappresenta la base per avere sempre più possibilità di trovare un lavoro stabile e sicuro in un ambito che cresce, ed è destinato a crescere sempre di più negli anni a venire.

Trani: approvato il bilancio d’esercizio di Amiu

Ricapitalizzazione

Il Tribunale di Trani ha rilasciato la perizia sulla valutazione della ricicleria che si trova nell’impianto della discarica della contrada Puro vecchio, confermato quella prima, emessa da un funzionario dell’Ufficio Tecnico. Cos’, l’Azienda Municipalizzata Igiene Urbana ha approvato il bilancio d’esercizio 2015 e ha ricapitalizzato la società, seguendo le indicazioni presenti in una delibera, approvata il 4 maggio dal consiglio comunale.

 

Il bilancio d’esercizio

Quello dell’anno scorso ha visto una perdita di circa 2 milioni di euro e la ricostituzione del capitale sociale di Amiu a un milione, con riserve per circa 470mila euro.

La situazione è migliorata con l’assegnazione della ricicleria dal Comune all’Aimu, in modo da far tornare i conti. La valutazione, comprensiva di macchinari, è di circa tre milioni di euro, con conseguente sovrapposizione della perizia, su cui si basava l’atto d’indirizzo del Consiglio Comunale del 4 maggio. Il provvedimento derivava dalla necessità di recuperare dal bilancio d’esercizio 2014 e 2015 e doveva attuarsi tramite l’assegnazione di beni immobili e denaro e la cancellazione dei crediti, per legge. Il capitale si sarebbe ricostituito con almeno 50mila euro.

 

Il bilancio d’esercizio provvisorio

Aimu ha iniziato a riprendersi, come risulta anche dal bilancio d’esercizio provvisorio a giugno 2016, che riporta utili di circa 230mila euro.

 

Altri provvedimenti

Parallelamente, l’amministratore unico sta tagliando la spesa per equilibrare l’aumento dei costi per l’assegnazione dei rifiuti a due impianti di biostabilizzazione e discarica, rispettivamente Passo Breccioso e Massafra. Infine, gli operatori ecologici lavorano strenuamente per mantenere la città il più pulita possibile, anche a fronte delle difficoltà derivanti dal conferimento all’impianto della Capitanata.